CER: domande e risposte frequenti

15 Febbraio 2026

CER: domande e risposte frequenti

Cos’è un auto-consumatore di energia rinnovabile?

L’auto-consumatore di energia rinnovabile è un soggetto che produce energia elettrica da fonti rinnovabili (FER) per soddisfare i propri consumi. A livello europeo, questo utente ha il diritto di immagazzinare o vendere l’energia autoprodotta, purché tale attività non sia la sua principale fonte di reddito. L’obiettivo è incentivare la produzione e l’uso diretto di energia pulita anche da parte di singoli cittadini o PMI.

Cosa si intende per autoconsumo collettivo?

L’autoconsumo collettivo si realizza quando due o più auto-consumatori condividono energia rinnovabile all’interno dello stesso edificio o condominio. È una forma evoluta di autoconsumo che consente una maggiore efficienza energetica e risparmio, rendendo il condominio un piccolo nucleo di produzione e condivisione energetica locale. Questo modello è riconosciuto e promosso dalla Direttiva Europea 2018/2001 (RED II).

Che cos’è una Comunità Energetica Rinnovabile (CER)?

Una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è un soggetto giuridico formato da cittadini, PMI, enti pubblici e locali che collaborano per produrre, condividere e consumare energia da fonti rinnovabili a livello di quartiere o distretto. Le CER nascono su base volontaria e partecipativa, con l’obiettivo di generare benefici ambientali, economici e sociali, piuttosto che profitti finanziari. Ogni membro della CER deve trovarsi in prossimità degli impianti di produzione energetica.

Chi può partecipare a una CER?

I membri delle Comunità Energetiche Rinnovabili possono essere:

  • Persone fisiche (cittadini);
  • Piccole e medie imprese (PMI);
  • Enti locali o autorità pubbliche, comprese le amministrazioni comunali.

Le CER sono aperte a tutti i consumatori, compresi i clienti vulnerabili e le famiglie a basso reddito. I partecipanti hanno il diritto di entrare e uscire liberamente dalla comunità, secondo quanto stabilito dallo statuto della CER.

Quali sono i diritti delle Comunità Energetiche?

Secondo la Direttiva RED II, le CER hanno il diritto di:

  • Produrre, consumare, immagazzinare e vendere energia rinnovabile;
  • Scambiare energia rinnovabile tra membri e accedere ai mercati dell’energia elettrica;
  • Accedere a procedure trasparenti eque per la connessione alla rete e la gestione degli oneri;
  • Ricevere sostegno dagli Stati membri per il loro sviluppo, con l’obiettivo di favorire una transizione energetica equa e partecipata.

Quali sono le condizioni per partecipare a una CER?

Per entrare a far parte di una Comunità Energetica Rinnovabile è necessario:

  • Trovarsi vicino agli impianti di produzione FER della comunità;
  • Essere una persona fisica, PMI o ente locale;
  • Condividere gli obiettivi ambientali e sociali della CER;
  • Garantire il diritto di recesso in qualsiasi momento ai membri;
  • Non utilizzare la comunità come principale attività commerciale.

In Italia, solo alcune categorie di utenti possono accedere agli incentivi per le CER, ma altri soggetti possono comunque partecipare indirettamente alla produzione e distribuzione energetica.

Quali infrastrutture usano le CER?

Le CER utilizzano principalmente la rete elettrica pubblica nazionale, che consente la condivisione virtuale dell’energia prodotta. In alcuni casi, è possibile l’uso di reti private, soprattutto all’interno di progetti sperimentali autorizzati dai regolatori nazionali (sandbox). Questo accade ad esempio in aree industriali, impianti pilota o eco-quartieri innovativi.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili in Italia

In Italia, le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) rappresentano uno dei principali strumenti per favorire l’autoproduzione e la condivisione di energia da fonti rinnovabili a livello locale. Il loro funzionamento è disciplinato dalle normative italiane di recepimento delle direttive europee in materia di energia pulita e partecipazione dei cittadini alla transizione ecologica.

Il concetto di produzione e distribuzione dell’energia su base locale ha in realtà radici storiche nel nostro Paese, in particolare nelle zone montane e nei piccoli comuni, dove esistono da tempo forme associative per la gestione condivisa dell’energia elettrica.

Regolamentazione e incentivi per le CER

Il meccanismo di incentivazione delle comunità energetiche e dell’autoconsumo collettivo è definito da:

  • Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE);
  • L’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA);
  • Il Gestore dei Servizi Energetici (GSE), che eroga gli incentivi sulla base di specifiche regole tecniche.

Le CER sono una delle configurazioni previste dal Testo Integrato sull’Autoconsumo Diffuso (TIAD) – Allegato A alla Delibera 727/2022/R/eel – e rientrano in un modello più ampio che comprende varie forme di autoconsumo:

Configurazioni previste dal TIAD

Tipologia Descrizione
Autoconsumo individuale Auto-consumatore di energia rinnovabile, anche a distanza, con linea diretta o tramite rete di distribuzione
Cliente attivo a distanza Utente che consuma energia prodotta da un impianto rinnovabile collegato tramite rete pubblica
Autoconsumo collettivo Gruppo di auto-consumatori che condividono l’energia rinnovabile prodotta localmente
Comunità energetiche Comunità energetica rinnovabile (CER) o comunità energetica dei cittadini (CEC)

Le CER nella strategia italiana per la transizione energetica

Le Comunità Energetiche Rinnovabili sono una componente chiave del percorso di transizione energetica previsto a livello nazionale. Strumenti come il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) individuano nelle CER un elemento strategico per:

  • Raggiungere gli obiettivi europei in materia di decarbonizzazione;
  • Promuovere la produzione distribuita da fonti rinnovabili;
  • Sostenere lo sviluppo sostenibile dei territori.

Il PNIEC 2020 cita esplicitamente le CER tra le misure con cui l’Italia intende:

  • Contrastare la povertà energetica, favorendo l’accesso all’energia pulita anche per le fasce vulnerabili;
  • Rilanciare l’economia dei piccoli comuni, sfruttando le risorse rinnovabili locali;
  • Evitare inefficienze nella rete elettrica nazionale, valorizzando le infrastrutture esistenti;
  • Promuovere una decentralizzazione energetica, con la partecipazione attiva di cittadini, imprese ed enti locali.